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Leone Sinigaglia

Torino, 14 agosto 1868 - Torino, 16 maggio 1944

Dopo aver studiato al Liceo Musicale di Torino con G. Bolzoni, si trasferì nel 1893 a Vienna, dove fu allievo di E. Mandyczewski. Fu amico di Brahms, Mahler e soprattutto di Dvořák con cui studiò a Praga e nella villa di Vysoká, derivandone l’interesse per il canto popolare. Rientrato in Italia, intraprese la raccolta delle canzoni piemontesi della collina di Cavoretto (ca. 500 melodie).

La sua opera giovanile è essenzialmente un’opera di assimilazione delle tecniche compositive di origine germanica, l’opera dell’età matura è scritta con grande mae-stria ma anche con un amaro senso di isolamento; Sinigaglia seppe comprendere i mutamenti che andavano stravolgendo il mondo, ma senza adattarvisi a seguirne il passo. Resta la sua colossale raccolta di canti piemontesi che egli armonizzò in piccola parte, e di cui fornì spesso anche versioni corali o per complessi di svariata composizione. Rispetto ai raccoglitori di canzoni popolari del sec. XIX l’opera di Sinigaglia si distingue per l’assoluto rigore filologico, la disponibilità ad accettare i canti così come la tradizione li tramandava, senza stravolgerne le forme.

Ricercato come ebreo, morì all’Ospedale Mauriziano di Torino mentre stava per essere arrestato dalla polizia fascista.

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